La dubbia (eufemismo) antropologia del Disegno di legge Zan - Editoriale

L'EDITORIALE DI CESARE CAVALLERI - STUDI CATTOLICI LUGLIO-AGOSTO 2021
02/07/2021
La dubbia (eufemismo) antropologia del Disegno di legge Zan - Editoriale

Pubblichiamo il testo integrale della Nota verbale firmata da monsignor Paul Richard Gallagher, segretario per i Rapporti con gli Stati della Segreteria di Stato, che esprime serie preoccupazioni in merito al cosiddetto Disegno di legge Zan, sull’omotransfobia. Un documento diplomatico di alto livello, consegnato il 17 giugno scorso all’ambasciata italiana presso la Santa Sede. Il cardinale  Segretario di Stato Pietro Parolin, in un’intervista pubblicata sull’Osservatore romano del 24 giugno scorso, ha precisato: «La nostra preoccupazione riguarda i problemi interpretativi che potrebbero  derivare nel caso fosse adottato un testo con contenuti vaghi e incerti, che finirebbe per spostare al  momento giudiziario la definizione di ciò che è reato e ciò che non lo è. Senza però dare al giudice i parametri necessari per distinguere. Il concetto di discriminazione resta di contenuto troppo vago.  In assenza di una specificazione adeguata corre il rischio di mettere insieme le condotte più diverse e rendere pertanto punibile ogni possibile distinzione tra uomo e donna, con delle conseguenze che possono rivelarsi paradossali e che a nostro avviso vanno evitate, finché si è in tempo». Con parole nostre, il DDL Zan nell’attuale formulazione è inaccettabile perché basato su una dubbia (eufemismo) antropologia. Ecco, dunque, il testo integrale della Nota:


Segreteria di Stato
Sezione per i Rapporti con gli Stati
n. 9212/21/RS
NOTA VERBALE

La Segreteria di Stato, Sezione per i Rapporti con gli Stati, porge distinti ossequi all’Ecc.ma Ambasciata d’Italia e ha l’onore di fare riferimento al disegno di legge N. 2005, recante Misure di prevenzione e contrasto della discriminazione e della violenza per motivi fondati sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale, sull’identità di genere e sulla disabilità, il cui testo è stato già  approvato dalla Camera dei Deputati il 4 novembre 2020 ed è attualmente all’esame del Senato della Repubblica. Al riguardo, la Segreteria di Stato rileva che alcuni contenuti dell’iniziativa  legislativa – particolarmente nella parte in cui si stabilisce la criminalizzazione delle condotte discriminatorie per motivi «fondati sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale, sull’identità di genere» – avrebbero l’effetto di incidere negativamente sulle libertà assicurate alla Chiesa cattolica e ai suoi fedeli dal vigente regime concordatario. Diverse espressioni della Sacra Scrittura, della Tradizione ecclesiale e del Magistero autentico dei Papi e dei Vescovi considerano, a  molteplici effetti, la differenza sessuale, secondo una prospettiva antropologica che la Chiesa  cattolica non ritiene disponibile perché derivata dalla stessa Rivelazione divina. Tale prospettiva è  infatti garantita dall’Accordo tra la Santa Sede e la Repubblica Italiana di revisione del Concordato  lateranense, sottoscritto il 18 febbraio 1984. Nello specifico, all’articolo 2, comma 1, si afferma che «la Repubblica italiana riconosce alla Chiesa cattolica la piena libertà di svolgere la sua missione pastorale, educativa e caritativa, di evangelizzazione e di santificazione. In particolare, è assicurata alla Chiesa la libertà di organizzazione, di pubblico esercizio del culto, di esercizio del magistero e del ministero spirituale nonché della giurisdizione in materia ecclesiastica». All’articolo 2, comma  3, si afferma ancora che «è garantita ai cattolici e alle loro associazioni e organizzazioni la piena libertà di riunione e di manifestazione del pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione». La Segreteria di Stato auspica pertanto che la Parte italiana possa tenere in debita considerazione le suddette argomentazioni e trovare una diversa modulazione del testo normativo, continuando a garantire il rispetto dei Patti Lateranensi, che da quasi un secolo regolano i rapporti  tra Stato e Chiesa e ai quali la stessa Costituzione Repubblicana riserva una speciale menzione. La Segreteria di Stato, Sezione per i Rapporti con gli Stati, si avvale della circostanza per rinnovare  all’Ecc.ma Ambasciata d’Italia i sensi della sua alta considerazione.

Dal Vaticano,

17 giugno 2021



Cesare Cavalleri
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