Collane
  • Attualità e Storia
  • Famiglia
  • Psicologia
  • Spiritualità
  • Teologia
  • Altri Libri
  • Narrativa

«Da Guardini al Cybersex»

di Matteo Andolfo
01/01/2020
«Da Guardini al Cybersex»

In occasione del cinquantesimo anniversario della morte del teologo italo-tedesco Romano Guardini (1885-1968), sono stati pubblicati, tra il 2018 e il 2019, vari articoli per ricordarne la figura e riproporre la fecondità della sua riflessione. Dal loro insieme è possibile farsi un’idea piuttosto precisa della rilevanza di questo pensatore. Sul numero di novembre-dicembre 2018 della rivista Studium è comparsa una sezione monografica dedicata a Guardini, a cura di Massimo Borghesi e Calogero Caltagirone, in cui sono stati esaminati: la sua esplorazione dell’umano, le cui modalità filosofiche, ermeneutiche, pedagogiche, etiche, estetiche e socio-politico-culturali sono unificate dall’intenzione teologica, che tematizza il rapporto tra l’uomo e Dio; la filosofia della polarità, al cui interno per Guardini si possono interpretare i poli dello spazio esistenziale in cui prende forma la relazione tra l’uomo e il mondo; la nozione guardiniana di «persona» come autoappartenenza, ripercorrendo le analisi fenomenologiche di grande finezza del teologo; il rapporto tra libertà e grazia e le sue implicazioni etiche, che sfocia nell’idea che la natura della persona è un costrutto gratuito della grazia divina, dato che in fondo la persona si configura come «esistere per Dio». Infine, un ultimo articolo mette in luce l’attualità della visione di Guardini sulla contemporaneità per comprendere l’attuale cultura postmoderna, di cui si dimostra l’incapacità di superare la crisi della mentalità moderna da cui essa è sorta e da cui pure vorrebbe smarcarsi.

La rivista Humanitas ha dedicato a Guardini l’intero doppio numero di marzo-giugno 2019, a cura di Silvano Zucal e Stefano Zeni. Dopo aver ripercorso i rapporti tra il teologo e l’editrice Morcelliana, che pubblica la rivista in questione, e dopo aver proposto come il suo pensiero possa contribuire all’interpretazione religiosa dell’Europa presente e futura, la prima sezione della monografia è dedicata a delineare il profilo intellettuale di Guardini, per le sue origini trentine già in sé stesso «ponte» tra la cultura italiana e quella tedesca, valorizzando l’apporto del pensiero di Bonaventura nella sua formazione e la sua figura di educatore. La seconda sezione si sofferma sugli àmbiti in cui si è declinato il suo pensiero filosofico: dall’antropologia all’etica e alla politica, dalla filosofia della storia a quella della religione. La terza sezione esamina la teologia guardiniana, dall’esperienza mistica, alla santità, alla preghiera e all’ecclesiologia, sottolineandone alcuni aspetti peculiari: il «posto » che egli assegna all’uomo e al suo divenire nell’opera salvifica di Dio; l’influsso che, nonostante la sua critica della modernità, quest’ultima ha esercitato sul suo pensiero teologico; l’aspetto «malinconico » della sua teologia, suscitato dal fatto che l’uomo è portatore di un desiderio dell’infinito, dell’eterno e dell’Assoluto che si scontra con i propri limiti antropologici: Guardini individua nella Croce di Cristo la «soluzione» di tale tensione interna all’uomo e nell’affetto come sentimento accolto e voluto il luogo che segnala originariamente l’incontro con Dio. Un’altra sezione concerne l’estetica di Guardini connessa alla sua trattazione sia del simbolismo liturgico sia della creazione artistica. L’ultima sezione è dedicata all’interpretazione guardiniana di alcune figure fondamentali: Agostino, Dante, Pascal, Hölderlin, Dostoevskij e Rilke.

Inoltre, sul numero di luglio-agosto 2019 del bimestrale Vita e Pensiero è stato pubblicato un testo inedito dello stesso Guardini in cui dialoga criticamente con Heidegger sul tema della «caduta» e della finitezza a partire dalla filosofia esistenziale. Il testo è introdotto da Hanna-Barbara Gerl-Falkovitz, la quale spiega come il rapporto tra i due pensatori sia nato quando si conobbero da studenti e, nonostante un periodo di frattura causata dall’adesione di Heidegger al nazismo, sia continuato dopo la Seconda guerra mondiale, quando Guardini si rifiutò di prenderne il posto a Friburgo e difese il collega sottolineando che l’Università doveva valutare l’importanza del filosofo secondo il suo merito. La studiosa parla di un dialogo «inespresso» tra due pensatori affini, tanto da compiere percorsi comuni, e nel contempo distanti, soprattutto nell’analisi dell’esistenza umana e della causa dell’angoscia esistenziale: la costatazione di un niente minaccioso cooriginario a un esistente (l’uomo) già sempre nullo, per Heidegger, e la distruzione della relazione originaria tra uomo e Dio, per Guardini.

Pluridimensionalità della persona

La rivista Divus Thomas, sul numero di settembre-dicembre 2018, ha pubblicato gli atti del VI Congresso internazionale della Società Internazionale Tommaso d’Aquino sul tema della persona umana, a cura di Ottorino Benetollo e Roberto Di Ceglie. Si tratta di 40 contributi, uno dei quali del card. Caffarra; in parte sono dedicati agli aspetti prettamente filosofici e teologici della concezione tomista della persona; in parte, invece, delineano possibili modi di attualizzarla nei diversi àmbiti della contemporaneità: la persona nella morale cattolica di oggi, come soggetto politico e la sua responsabilità penale; l’educazione come generatrice della persona e non come spersonalizzante, soprattutto nella scuola; l’influsso del tomismo sul personalismo pedagogico del XX secolo; la figura della donna; il problema della libertà radicale, della padronanza umana dei propri atti, della scelta razionale, della formazione del carattere morale e di una vita virtuosa; la fecondità della metafisica tomista della persona per ovviare al determinismo biologico nel dibattito antropologico sui rapporti mente-corpo; la proposta di una nuova visione della corporeità.
Un modo per valorizzare un pensatore «classico» facendolo interagire con rilevanti e complesse problematiche contemporanee scientifiche, giuridiche ecc.

Il lato oscuro del web

Nel 2019 la rivista La Civiltà Cattolica ha dato spazio al tema del cybersex, la pornografia in internet. Nel numero di giugno, padre Giovanni Cucci SJ ha evidenziato come la dipendenza sessuale esprima le contraddizioni di una società e di uno stile di vita che mira ad assecondare ogni emozione possibile e come la scala qualitativamente e quantitativamente differente di una problematica non nuova, la pornografia, comporti conseguenze devastanti, al punto da ritenere che vi sia in gioco il futuro di intere generazioni, dato che le ricerche recenti stimano la fascia di età degli utenti dei siti pornografici dagli 11 ai 34 anni.

Infatti, l’incapacità di staccarsi dal web, tipica di ogni dipendenza, porta ad ampliare sempre più il tempo dedicato alla navigazione su tali siti sottraendone sempre più allo studio, al lavoro, alle relazioni e allo svago. Inoltre, l’eccitazione provocata dalla pornografia online atrofizza i processi cognitivi, dalla memoria all’attenzione e all’elaborazione critica anche delle emozioni. Non sono poi da trascurare i legami tra pornografia, violenza e pedofilia. Sul numero di luglio, lo stesso autore riprende il discorso precisando che non si tratta di mettere sotto processo internet, che non solo non ha creato la pornografia, il bullismo e la violenza, ma è un’invenzione che, come ogni altra, può essere usata sia bene sia male. Siccome le ricerche sulla pornodipendenza rivelano che quando viene prestata attenzione alla ricerca di senso, alla capacità di spiegare il proprio vissuto affettivo e alle relazioni diviene possibile contrastare efficacemente la dipendenza in questione, l’articolo propone alcune «piste terapeutiche» elaborate dall’associazione Sex Addicts Anonymous, che riprendono molti elementi della dottrina della Chiesa in materia di sessualità: l’installazione «software di responsabilizzazione » che non lasciano la persona dipendente da sola di fronte alla Rete; l’aiuto del gruppo; l’analisi delle cause interiori della dipendenza; un cammino spirituale; l’altruismo.

Sempre padre Cucci ha pubblicato sul numero di settembre 2019 un terzo intervento in materia, trattando della prevenzione dalla dipendenza dal cybersex soprattutto nei confronti dei più giovani, illustrando alcune iniziative realizzate nell’àmbito scolastico negli Stati Uniti e alcune strategie di intervento a livello di educazione, specialmente al digitale, e famigliare. Si tratta di forme di dialogo informato e critico con i giovani per favorire in loro la riflessione e una più matura consapevolezza che faccia progressivamente perdere alla pornografia il suo fascino. Sul piano famigliare, l’intervento è reso urgente dal fatto che non di rado i figli accedono per la prima volta alla pornografia online scoprendo i siti visitati da un genitore e che è ben noto come il cosiddetto «tradimento virtuale» abbia sul matrimonio gli stessi effetti deleteri e rovinosi di quello fisico. L’autore conclude l’esposizione evidenziando come un punto irrinunciabile sia l’educazione alla fede, che è compito della Chiesa, in definitiva di tutti i cattolici.

Matteo Andolfo

paginazione