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«N. 700/701. Traguardo & ripartenza»

L'Editoriale di Cesare Cavalleri
02/07/2019
«N. 700/701. Traguardo & ripartenza»

Traguardo & ripartenza

Abbiamo anticipato a giugno/luglio il numero doppio estivo, che di solito copre i mesi di luglio/agosto, per la felice coincidenza con il n. 700 della rivista. Un numero vale l’altro, e non abbiamo il culto della cronologia; tuttavia, una cifra tonda di sette centinaia fa una certa impressione: è un traguardo, ma subito abbiamo affiancato il numero 701 perché la vita continua. Ci sono alcune novità che mi piace condividere con i lettori. 

Nella riunione straordinaria del 4 giugno scorso, il Consiglio Generale dell’Ares, Associazione ricerche e studi, ha nominato il nuovo Consiglio di amministrazione formato da me, dal Presidente uscente Luigi Bruno Mardegan e da Virgilio Mazzacani. Il CdA mi ha voluto come Presidente, e quindi subentro al fraterno amico Mardegan che in questi decenni si è prodigato per il bene dell’Ares. Gli sono molto grato per aver accettato di restare nel CdA, con la sua esperienza e la sua competenza. Sono stato confermato Direttore del Comitato scientifico, composto da Andrea Beolchi, Riccardo Caniato, Michele Dolz (che assicura anche la consulenza teologica), Alessandro Rivali. Alle riunioni del Comitato partecipano i collaboratori di volta in volta invitati. Il Collegio per la revisione dei conti è formato da Sandro Botticelli, Carlo Ronco, Paolo Valle.

Francesco Ferulano, nominato Segretario generale con funzioni operative: è lui ad aver progettato e realizzato il cambio della sede da via Stradivari, 7 a via Santa Croce, 20/2, da dove lavoriamo da inizio d’anno. Ci troviamo benissimo, con grandi finestre sul Parco delle Basiliche, ora ridenominato Giardini Giovanni Paolo II. Ci sentiamo ben protetti. Sono di Francesco, con i suoi consulenti, anche le proposte di ristrutturazione gestionale. Riccardo Caniato è il caporedattore di Sc: mariologo, giornalista di lungo corso e fiutatore di bestseller, ha cinque splendidi figli.

Alessandro Rivali è un poeta fra i migliori della sua generazione: sta girando l’Italia per presentare il suo importantissimo libro su Ezra Pound (Mondadori), è sempre pieno di idee, non si tira mai indietro. Andrea Beolchi, critico d’arte, ha grande talento anche grafico: sue sono molte delle copertine dei libri Ares. Matteo Andolfo è la nostra enciclopedia vivente: la sua cultura spazia dai geroglifici egizi a Plotino, ai filosofi contemporanei. Parla inglese, francese, greco, latino, e anche un po’ di russo. Fabio Ferrarini si occupa dell’Assistenza clienti e d’altro ancora. C’è anche la new entry Chiara Finulli al momento unica presenza femminile in redazione.

In questa occasione non posso fare a meno di ricordare e ringraziare Paolo Graziano, andato recentemente in pensione a 58 anni dopo essere entrato all’Ares a 14 anni, svolgendo funzioni amministrative di sempre maggiore responsabilità; analogo percorso anche per Saverio Gelao che, dopo oltre trent’anni nell’ufficio spedizioni, ormai esternalizzato, continuerà il suo lavoro per lo sviluppo e la diffusione dei libri Ares. Entrambi fanno parte della nostra storia, e a loro va la mia gratitudine più sincera. La nostra piccola équipe coordina il lavoro di un grande numero di autori e collaboratori, spesso volontari: nel 2018 sono stati 135. Impossibile ricordarli tutti: la sintesi di Silvia Stucchi a p. 404 dà qualche indicazione. Debbo citare almeno Franco Palmieri, che scrive ininterrottamente su Sc dal 1967. Lo scorso anno abbiamo pubblicato 25 libri, oltre a molte ristampe. Quest’anno le novità saranno 40, nelle varie collane.

Dunque, mi piace considerare il n. 700/701 soprattutto come ripartenza innovativa nella continuità identitaria della rivista. Naturalmente il nostro lavoro è tutto al servizio dei lettori che, con gli inserzionisti pubblicitari, ci sostengono anche economicamente. Grazie a tutti, di gran cuore. Come è stato detto da Gustav Mahler, «la tradizione non vuol dire culto delle ceneri, ma custodia del fuoco». E il nostro fuoco, con i nostri limiti e nel pluralismo delle opinioni, è pur sempre il fuoco con cui Cristo è venuto a incendiare la terra.

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