{"title":"Origini","description":null,"products":[{"product_id":"9788881553198-la-casa-del-dio","title":"La Casa del Dio","description":"\u003cp\u003eGli antichi abitanti del Vicino Oriente pensavano che solo la benevolenza degli dèi potesse contrastare le oscure forze del caos, sempre in agguato, e assicurare la permanenza della vita e dell'ordine. La presenza del dio era quindi necessaria: egli doveva abitare fra gli uomini, avere una casa. Nella «casa» il dio veniva accudito, lavato-vestito-nutrito, oltre che venerato. Poteva uscire in visita o in processione, come nella solenne festa del Nuovo Anno a Babilonia, in cui la statua del dio Marduk, accompagnata dal figlio Nabu, seguita da tutti gli dèi venuti dalle «proprie» città  e tenuta per mano dal re, lasciava la propria «casa», l'Esagil, per raggiungere la casa delle feste Akitu, sita fuori le mura. In tale modo, all'inizio della primavera, al risveglio della natura, si intendeva rinnovare ritualmente l'opera di creazione del dio. Il tempio era la «porta» con cui il cielo comunicava con la terra: attraverso di essa il dio scendeva a incontrare gli uomini. A loro volta, nel tempio, gli uomini entravano per elevarsi al dio. In esso nell'antico Egitto, quotidianamente, il Faraone, rappresentante di tutta l'umanità , offriva al dio il simbolo di Maat, personificazione della «norma», fondamento della vita cosmica e vita dello stesso Ra, ricreando ritualmente l'ordine prestabilito ed elevandosi quasi a identificarsi con l'essenza divina.\r\n«Casa», «porta», luogo d'incontro: il tempio era chiamato dagli antichi egizi anche «Orizzonte». Dove cielo e terra sembrano unirsi. Quasi a visualizzare l'aspirazione perenne dello spirito umano, la sua irrinunciabile ricerca di una unità  misteriosamente spezzata dalla colpa.\u003c\/p\u003e","brand":"AA.VV","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":65082948911481,"sku":"9788881553198","price":14.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0970\/2037\/9513\/files\/9788881553198_cop.jpg?v=1793722566"},{"product_id":"9788881554980-la-natura-nel-vicino-oriente-antico","title":"La natura nel Vicino Oriente antico","description":"\u003cp\u003eGli elementi naturali, la geografia, le risorse o il clima, sono sempre stati alla base di ogni cultura umana, che hanno condizionato in ogni aspetto della vita materiale, delle istituzioni e del pensiero religioso. Naturalmente il Vicino Oriente Antico, con la varietà dei suoi paesaggi e la complessità delle interazioni fra zona e zona, offre, anche per l’abbondanza delle informazioni fornite dalle scoperte archeologiche e dall’immenso numero di documenti scritti pervenutici, un inesauribile campo di ricerche sui rapporti fra natura e civiltà.Lo sviluppo dell’agricoltura nelle terre aride solcate da grandi fiumi, con la necessità della creazione di reti di canali, e il commercio a lungo raggio di prodotti speciali, metalli, pietre semipreziose o legname pregiato, verso terre ricche solo di prodotti agricoli, hanno causato assieme ad altri fattori lo sviluppo di società complesse, nelle quali tutti questi aspetti della vita materiale erano legati intimamente alla percezione religiosa sia degli elementi naturali sia delle istituzioni.Il fiume che dava la ricchezza o che distruggeva le dighe, la montagna da attraversare in una campagna militare, il mare attraverso il quale si sviluppavano i commerci, erano tutti elementi naturali che condizionavano la vita materiale ma erano al contempo divinità, alcune delle quali apparivano nei miti.  La natura nella vita e nel pensiero del Vicino Oriente Antico è quindi un vasto tema, suscettibile di molte analisi e ricerche che comportano sovente la scoperta di sorprendenti legami con la storia successiva e la nostra tradizione.I relatori che hanno partecipato al Convegno, orientalisti di prestigio nazionale e internazionale, hanno affrontato aspetti specifici delle svariate tematiche connesse con l’ argomento in questione e in riferimento sia alle diverse epoche della millenaria storia vicino-orientale sia alle principali aree del Vicino Oriente Antico: non solo l’Egitto e la Mesopotamia, ma anche l’Anatolia, la Siria ecc.\u003c\/p\u003e","brand":"AA.VV","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":65082994819449,"sku":"9788881554980","price":20.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0970\/2037\/9513\/files\/9788881554980_cop.jpg?v=1793722809"},{"product_id":"9788881553471-larte-nel-vicino-oriente-antico","title":"L'arte nel Vicino Oriente antico","description":"\u003cp\u003eL'arte degli antichi abitanti della Mezzaluna Fertile è lontana da noi, cresciuti nel culto del bello classico e della sua armonia. Armonia scaturita dal felice sodalizio tra uomo e natura in cui il «canone», filtrato dalla sensibilità , appaga l'uomo e insieme, imprigionandola, semplifica, regolarizza, esalta la natura. Un tale sodalizio coerente con una cultura antropocentrica, come è quella classica, è impensabile nelle culture che l'hanno preceduta, dell'Antico Oriente e dell'Egitto. In esse l'arte non è indipendente, ma finalizzata a esprimere un mondo di potere e di fede che la sensibilità  è inadeguata a mediare. In esse la realtà  che si vuole rappresentare non è ciò che appare, ma ciò che è. Per esempio, per rendere il potere del faraone, la sua maestà , solennità , trionfo, in Egitto si scolpiscono statue alte come le colonne del tempio cui sono addossate; per dire stupore, venerazione, fede nel divino l'artista sumerico inventa gli occhi enormi che invadono il viso degli «Oranti». Questa arte antica sa ignorare le immagini che la sensibilità  offre e costruirne, inventarne altre asservite a una tensione interiore. Sa «deformare» per esprimere. Perciò pensiamo che essa possa essere considerata lontana, ma non estranea, lontana ma attuale.\u003c\/p\u003e","brand":"AA.VV","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":65083009761657,"sku":"9788881553471","price":18.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0970\/2037\/9513\/files\/9788881553471_cop.jpg?v=1793723064"},{"product_id":"9788881553808-le-capitali-del-vicino-oriente-antico","title":"Le capitali del Vicino Oriente antico","description":"\u003cp\u003eUna capitale era centro templare con i suoi sacerdoti (il potere veniva dagli dèi), centro amministrativo e culturale con i suoi scribi, centro politico e militare con la corte e le guarnigioni, ma attorno a tutte queste funzioni gravitava un mondo di artigiani e mercanti che dovevano provvedere a tutte le necessità materiali e anche ai lussi. Mura, templi, palazzi, rilievi e statue, che la ricerca archeologica di quasi duecento anni ha riportato alla luce, ci danno un’immagine fisica di questo mondo che i documenti in scrittura cuneiforme ci aiutano a comprendere.\u003c\/p\u003e","brand":"AA.VV","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":65083071431033,"sku":"9788881553808","price":14.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0970\/2037\/9513\/files\/9788881553808_cop.jpg?v=1793787801"},{"product_id":"9788881554157-la-ricchezza-nel-vicino-oriente-antico","title":"La ricchezza nel Vicino Oriente antico","description":"\u003cp\u003eLa Mesopotamia, e in particolare la terra di Sumer nella sua parte meridionale, raggiunse nel IV millennio a.C. livelli tali di organizzazione sociale, con grandi insediamenti urbani e la costruzione e manutenzione di una estesa rete di canali, da disporre di una elevata produzione agricola; la mancanza di minerali metallici, legname e pietre, indispensabili sia per la vita di tutti i giorni sia per il prestigio delle classi dominanti, rese necessario lo scambio di prodotti con aree adiacenti o anche remote che ne disponevano. L’invenzione della scrittura e lo sviluppo di una cultura scribale che superava i limiti degli Stati portarono, con l’estendersi dei contatti commerciali, alla diffusione su un’area molto più vasta e fra popoli eterogenei, dall’Anatolia alla Siria occidentale, al Caucaso e all’Iran, degli elementi della cultura mesopotamica: le lingue legate alla scrittura cuneiforme, sistemi legislativi e ideologie del potere, metodi amministrativi, culti e miti, opere letterarie, usi commerciali e tecnologie.\r\nI temi trattati risultano così in realtà interdipendenti: la ricchezza presente nelle tombe reali di Ur del III millennio, i rapporti fra i re e la produzione agricola a Mari nel XVIII sec. a.C., la formazione di una grande rete commerciale internazionale e di un sistema moderno di finanziamento da parte dei mercanti della città di Aššur nel XIX sec. a.C. sono tutti aspetti esemplari della storia del Vicino Oriente antico legati fra loro da un unico sviluppo storico, così come l’ostentazione di ricchezze e oggetti di lusso, connessa all’idea di un impero universale perseguita dalla Corte assira del I millennio, e la politica di doni e tributi dell’impero achemenide, che ne fu il consapevole erede, illustrata con grande abilità propagandistica dalla processione della scalinata di Persepoli.\u003c\/p\u003e","brand":"AA.VV","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":65083109966201,"sku":"9788881554157","price":15.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0970\/2037\/9513\/files\/9788881554157_cop.jpg?v=1793787604"},{"product_id":"9788881554430-luno-e-il-tutto","title":"L'uno e il tutto","description":"\u003cp\u003eQuesto studio mostra come, pur partendo da due concezioni molto diverse della parola e del suo rapporto con l’essere e con il pensiero (razionale), l’interrelazione tra la filosofia greca e la cultura egizia operatasi nel periodo della conquista prima greca e poi romana di tutto il Vicino Oriente (III a.C.-VII d.C.) abbia prodotto una sintesi arricchita dall’apporto di entrambe. Per comprendere le forme che tale sintesi ha progressivamente assunto viene scelto come filo conduttore l’idea di fondo della teologia egizia di età tolemaica, ricostruita ripercorrendo lo sviluppo della teologia egizia dell’età faraonica (III-I millennio a.C.): Dio è l’Uno-e-Tutto, ossia Colui che mentre permane l’Uno preesistente androgino si autogenera come Figlio di sé stesso e come unitotalità del cosmo esistente. Questo è il nucleo teologico che l’ermetismo cerca di esprimere con categorie platoniche, ma che prima ancora viene rielaborato dall’antico stoicismo e con cui si confrontano le principali correnti di pensiero sorte in gran parte proprio ad Alessandria d’Egitto: il giudaismo ellenizzato, il neopitagorismo, il medioplatonismo, gli Oracoli Caldaici, lo gnosticismo e il neoplatonismo. Ciò offre anche un esempio storico di fecondo scambio culturale tra popoli diversi nel rispetto delle rispettive identità religiose che può fungere da modello per l’odierno dialogo interculturale e interreligioso.\u003c\/p\u003e","brand":"Matteo Andolfo","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":65083145716089,"sku":"9788881554430","price":21.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0970\/2037\/9513\/files\/9788881554430_cop.jpg?v=1793724177"},{"product_id":"9788881554508-la-scrittura-nel-vicino-oriente-antico","title":"La scrittura nel Vicino Oriente antico","description":"\u003cp\u003eUn passo fondamentale nello sviluppo della civiltà del Vicino Oriente Antico è la creazione della scrittura, avvenuta quasi contemporaneamente nella seconda metà del quarto millennio a.C. in Mesopotamia meridionale e in Egitto. I sistemi di scrittura, il geroglifico e il cuneiforme, divennero rapidamente dei mezzi estremamente ricchi e duttili per esprimere gran parte dell’esperienza umana, dalla contabilità agli avvenimenti storici, dalla narrazione di miti all’osservazione degli astri e alla geometria. Già all’inizio del terzo millennio la storia comincia per noi a riempirsi di nomi di città, di uomini, di dèi e gli antichi cominciano a comunicare con noi attraverso i millenni.\r\nAl primato nella creazione e nello sviluppo dei sistemi di scrittura il Vicino Oriente unisce la fortuna della conservazione di migliaia di documenti: i papiri nel secco clima egiziano, le tavolette di argilla nel suolo della Mesopotamia, della Siria o dell’Anatolia si sono conservati in gran numero, giungendo sino a noi. Inoltre la tradizione a essi legata non è mai stata veramente interrotta: alla fine del diciottesimo secolo della nostra èra, quando si cominciò a studiare scientificamente questi documenti, gli studiosi partirono dalla conoscenza dell’Antico Testamento e dei classici greci, in particolare Erodoto; un legame con le antiche civiltà era quindi rimasto, mediato dalla tradizione, e permise di affrontare con minor difficoltà l’interpretazione dei testi.\u003c\/p\u003e","brand":"AA.VV","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":65083176550777,"sku":"9788881554508","price":14.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0970\/2037\/9513\/files\/9788881554508_cop.jpg?v=1793724452"},{"product_id":"9788881554997-le-statue-di-gudea","title":"Le statue di Gudea","description":"\u003cp\u003eTra il 3500 ed il 3000 a.C. assistiamo nella Bassa Mesopotamia allo sviluppo dei primi agglomerati urbani sumerici, tra i quali primeggia quello di Uruk. Nascono quindi le città-stato, entità autosufficienti basate sulla diversificazione degli strati sociali, sulla loro collaborazione e integrazione. Punti fondamentali nella vita di queste comunità statali sono il «Palazzo» e la «Casa del dio protettore o della dea protettrice», ossia «il tempio»: il primo sede del potere laico e il secondo del potere religioso. La nascita delle città-stato sumeriche fu accompagnata da un altro evento di portata eccezionale per la successiva storia umana. Allo stesso periodo dello sviluppo urbano di Uruk appartiene infatti l’invenzione della scrittura: fissare graficamente le parole su supporti materiali fu l’invenzione più straordinaria e sconvolgente della fine del IV millennio e il merito di questa scoperta lo ebbero, senza ombra di dubbio, gli abitanti di Uruk.\r\nAll’inizio, di natura prettamente pittografica la scrittura si sviluppò in breve tempo in un sistema articolato di segni di tipo cuneiforme che erano contemporaneamente ideografici e sillabici, impressi su tavolette d’argilla per mezzo di stili fatti di canna o di metallo. Iniziò così la trasmissione del pensiero attraverso documenti scritti che da quelle epoche lontane hanno trasferito alla nostra conoscenza una immensa messe di dati su quelle lontane civiltà.\r\nLa città-stato di Lagaš fiorisce e si sviluppa tra il 2200 e il 2100 a.C. sotto la II Dinastia, iniziata dal sovrano Ur-Ningirsu I e terminata con Namma~ani, che ha il suo massimo esponente in Gudea, il cui nome nella nostra lingua significa «il chiamato» a governare la città, naturalmente dal suo dio protettore Ningirsu, il dio poliade di Lagaš.\r\nÈ un periodo oscuro della storia mesopotamica a causa della dura e feroce dominazione dei Gutei, popolazioni barbariche scese dall’altopiano iranico che si impadroniscono della Mesopotamia centro-meridionale e detengono il potere per un centinaio d’anni; nonostante ciò varie città-stato sumeriche riescono a mantenere una loro indipendenza, magari pagando tributi ai dominatori, e tra queste si distingue appunto lo stato di Lagaš governato da Gudea.\r\nLa conoscenza che abbiamo del suo più importante e famoso sovrano è legata all’abbondanza di reperti scritti che ci sono pervenuti da quel lontano passato: le iscrizioni cuneiformi in lingua sumerica che ricoprono i famosi cilindri (A e B), le sue statue dedicatorie, le sue statuette di fondazione e innumerevoli frammenti di stele.\r\nDalle iscrizioni che descrivono la sua più importante attività edilizia, e cioè la costruzione dell’Eninnu, la casa del dio Ningirsu, apprendiamo che Gudea stabilì contatti commerciali con tutto il mondo allora conosciuto per far arrivare i materiali necessari sia alla costruzione del tempio sia alla produzione delle sue statue dedicatorie. Apprendiamo che dal paese di Magan (da identificare con l’Oman odierno) le sue navi importavano la diorite, materiale con cui venivano scolpite le statue; dai paesi di Melu~~a, Gubi e Dilmun (da identificare rispettivamente con l’India, l’Iran e l’isola di Bahrein) legname prezioso, ebano, e oro; dall’Amano (Libano) i cedri usati nella costruzione dell’Eninnu; da Tidanum, paese degli Amorrei, blocchi di alabastro. Le iscrizioni della Statua B e dei due Cilindri ci forniscono le notizie più dettagliate di questa vasta rete commerciale e soprattutto ci rivelano il fatto che il regno di Lagaš, sotto la guida di Gudea, ne aveva il pieno controllo.\r\nÈ comunque certo che sotto il suo regno lo stato di Lagaš sembrò rifuggire da attività militari, solo nella Statua B (colonna V, 64-69) troviamo un accenno a una guerra condotta contro l’Elam: «Colpì con le armi le città di Anšan ed Elam e introdusse per Ningirsu il bottino nell’Eninnu», mentre visse sicuramente un periodo di pace e di prosperità e che Gudea svolse accuratamente la sua funzione di pastore legittimo del paese introducendo riforme amministrative e religiose, come lui stesso ci descrive sia nella Statua B sia nelle Statue E ed F.\u003c\/p\u003e","brand":"Enrico Gargano, Bruno Giovinazzi","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":65084875309433,"sku":"9788881554997","price":30.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0970\/2037\/9513\/files\/CopertinaLibro_3efbf49c-ec61-4dbf-87f3-fd33ce78e62e.jpg?v=1793782034"},{"product_id":"9788892985148-il-viaggio-di-giobbe","title":"Il viaggio di Giobbe","description":"\u003cp\u003eChi è Giobbe? È veramente così paziente come si dice? Come è possibile parlare di un suo viaggio quando sta fermo in mezzo alla polvere e la cenere? E chi sono i suoi amici? Ma soprattutto, chi è quel Dio contro il quale protesta fino a sfidarlo a duello?\nLe domande che danno spunto all’approccio narrativo proposto da Maspero parlano a ogni uomo, in ogni tempo. La lettura del libro di Giobbe obbliga sempre a passare dalla terza persona alla prima, per ripensare la nostra concezione del mondo e della storia alla luce della possibilità di relazione personale con il Creatore dischiusa dal Cristo.\u003c\/p\u003e","brand":"Giulio Maspero","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":65087361024377,"sku":"9788892985148","price":14.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0970\/2037\/9513\/files\/9788892985148_cop.jpg?v=1793735832"},{"product_id":"9788892985643-una-cultura-che-trasforma-il-mondo","title":"Una cultura che trasforma il mondo","description":"\u003cp\u003ePer Pierpaolo Donati la cultura non abita nei libri o nelle biblioteche, ma nelle relazioni vive tra le persone: è lì, nell'ascolto autentico e nel discernimento condiviso, che si gioca la possibilità di una cultura davvero cristiana. Tra i massimi teorici italiani della sociologia relazionale, Donati indica nella comunione tra le persone — non nell'autoreferenzialità individuale — il luogo dove Cristo stesso abita e la cultura può ancora trasformare il mondo.\u003c\/p\u003e","brand":"Pierpaolo Donati","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":65087443239289,"sku":"9788892985643","price":18.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0970\/2037\/9513\/files\/9788892985643_cop.jpg?v=1793735994"}],"url":"https:\/\/www.edizioniares.it\/collections\/origini.oembed","provider":"Edizioni Ares","version":"1.0","type":"link"}