Armen Manoukian
Materiali per una biografia (1932-1995)
| Collana | Fuori collana |
|---|---|
| Area | Altri libri |
| Anno | 2014 |
| Pagine | 240 |
| Dimensioni | 28.00 x 27.00 cm. |
| ISBN | 9788881554706 |
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I grandi complessi industriali e il dettaglo “caldo” di uno spazio domestico, la progettazione per un mobile in serie e la vignetta satirica, lo studio del “colore locale” e l’edificio simbolico... Chi ha conosciuto da vicino l’architetto Manoukian, e sa quanto fosse restio e schivo nei confronti di ogni cerimoniale o celebrazione, resterà forse meravigliato per questa mole di documentazione sul suo lavoro. Ma non è questa la chiave con cui il testo va accostato, perché più lo si percorre più ci si accorge che esso è un'opera dotata di una propria originale autonomia. Il libro – il cui autore mostra con Manoukian una sintonia intellettuale tale da costruire una sorta di autobiografia in seconda persona – non è un catalogo di opere o, quantomeno, non è solo questo. Assomiglia di più a un collage di oggetti tra loro diseguali, messi assieme per raccontare un tormento, un’irrequietezza e una continua tensione tra il costruire, il "fare", e la nostalgia di uno spazio aperto, di un tempo immobile sottratto a ogni vincolo del presente. È come se il testo volesse rappresentare questo dualismo: mostrarlo nei suoi artefatti. Quelli più leggeri del disegno in cui il rigore dell’impaginazione coesiste con la vignetta dissacrante da cartone animato. O quelli ben più pesanti delle pietre solitarie di un’Armenia medioevale immerse negli spazi aperti e brulli del paesaggio caucasico che s’intersecano con le periferie milanesi, e l’edilizia istituzionale di una piccola città di provincia. Entrambe metafore del nostro vivere contemporaneo: un vivere frammentato e discontinuo, con passaggi rapidi e repentini tra situazioni diverse e contrastanti.





