«Caro Duce, ti scrivo»
Cartaceo 12,00 € Da chiedere in sede

«Caro Duce, ti scrivo»

Il lato servile degli antifascisti durante il Ventennio

di Roberto Festorazzi

CollanaFaretra
AreaStoria
Anno2014
Pagine192
ISBN9788881555543
12,00 €
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Furono molti i cosiddetti antifascisti che, durante il Ventennio, bussarono alla porta del dittatore per i più svariati motivi. Quasi tutti per incensare il Duce, generalmente in cambio di prebende e di favori, salvo poi brigare per cancellare le tracce delle loro compromissioni. Ci sono i salamelecchi di Arturo Labriola, l’inconfessabile amicizia di Nenni con Mussolini, c’è la vicenda di Norberto Bobbio e della sua supplica al Duce scritta per rivendicare la sua «coscienza di fascista». Perfino Luigi Einaudi, futuro Presidente della Repubblica, scrive a Mussolini per impetrare aiuto, nel tentativo di rimediare alle intemperanze antifasciste dei figli. E ci sono anche Missiroli, Ricciardetto, Vittorini, Sibilla Aleramo e molti altri. Su tutti, però, si staglia Alberto Moravia, che giunse a rinnegare la memoria dei suoi cugini, i fratelli Rosselli, uccisi dai fascisti in Francia. Fare i conti con il passato degli italiani è maledettamente complicato, tanto i vizi nazionali paiono ridondanti nella loro cartacea e tonitruante magniloquenza. Ma setacciare gli archivi fa scoprire verità scomode che i lettori devono sapere.

Nella stessa collana: Faretra

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