Mensile di studi e attualità · dal 1957
Storia · Idee e storia
di Antonio Besana
Numero 742 · dicembre 2022

20 dicembre 1943. Il sottotenente Charles “Charlie” Brown, 22 anni, è in volo sopra la Manica, ai comandi di Ye Old Pub, un B-17 Flying Fortress, un bombardiere quadrimotore con un equipaggio di dieci uomini: primo e secondo pilota, navigatore, bombardiere, operatore radio, cinque mitraglieri.
Nella cabina di comando del B-17, a fianco di Brown, siede il sottotenente Spencer “Pinky” Luke, coetaneo. Entrambi hanno un volto da ragazzini e, se non avessero indosso le tute di volo verdi con l’aquila da pilota, potrebbero essere scambiati per teenager che hanno rubato l’aereo.
Il loro B-17, decollato dall’aeroporto di Kimbolton, fa parte di una formazione di 475 bombardieri del 379° Gruppo dell’Ottava Air Force Usaaf decollati da tre diverse basi in Inghilterra. Il loro obiettivo è la fabbrica tedesca dei caccia Foke-Wulf a Marienbad, vicino a Brema. Brema è un target strategico, difesa da oltre 250 batterie contraeree e dagli stormi da caccia della Luftwaffe che decollano dai vicini aeroporti.
Gli americani iniziano l’avvicinamento al bersaglio a un’altitudine di 27mila piedi (oltre 8mila metri). Il freddo dell’inverno non risparmia gli equipaggi: la fusoliera del B-17 non è pressurizzata, e la temperatura esterna è di 60o sottozero. Nel cockpit, sopra la testa del pilota, si è formato uno strato di brina gelata dovuta all’umidità presente nell’aeroplano. Pinky alza la mano guantata e gratta il soffitto, facendo scendere una piccola nevicata. Dietro alle maschere a ossigeno si scambiano un sorriso, pensando che mancano solo quattro giorni a un bianco Natale.
Studi cattolici · n. 742 · dicembre 2022
Edizioni Ares · Milano
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