Mensile di studi e attualità · dal 1957
Esteri · Il mondo
di Stefano Graziosi
Numero 727 · settembre 2021

Non sono sfide facili quelle che hanno caratterizzato i primi mesi della presidenza di Joe Biden. Se è indubbiamente vero che l’attuale inquilino della Casa Bianca abbia conseguito alcuni importanti risultati (a partire dai progressi in materia di campagna vaccinale e da alcune rilevanti mosse in funzione anticinese), è altrettanto vero che i nodi sul tavolo non siano affatto pochi. E, alla base di questa situazione, si scorgono alcuni problemi di natura strutturale.
In primo luogo, non bisogna trascurare che Biden si trovi attualmente alla guida di un partito – quello democratico – al suo interno più diviso che mai. Lo scontro intestino tra le correnti centriste e quelle più spostate a sinistra è infatti esploso – negli ultimi mesi – su un elevato numero di questioni politiche di indubbia rilevanza: dall’aumento del salario minimo a livello federale alla riforma infrastrutturale, senza poi dimenticare la politica estera. In secondo luogo, Biden deve fare anche i conti con un panorama politico complessivo sempre più balcanizzato: il che è un bel problema per lui, visto che i numeri parlamentari di cui godono i democratici al Congresso risultano particolarmente risicati. Ecco dunque che, partendo da questi due fattori strutturali, si comprendono – almeno in parte – le difficoltà che l’attuale presidente si sta trovando ad affrontare.
Il tallone d’Achille della Casa Bianca si è rivelato sinora quello della gestione dell’immigrazione clandestina.
A partire da gennaio, il numero di arrivi alla frontiera meridionale degli Stati Uniti è iniziato ad aumentare progressivamente: secondo quanto riferito a inizio giugno dal sito Axios, il numero di immigrati irregolari che quest’anno hanno attraversato il confine risulterebbe il più alto dal 2006. Basti pensare che, soltanto nel mese di maggio, si sono registrati oltre 170.000 arresti alla frontiera: un record nell’arco degli ultimi vent’anni. Sotto questo punto di vista, per Biden il problema è duplice: la questione va infatti considerata sia in termini di responsabilità sia di gestione del fenomeno.
Studi cattolici · n. 727 · settembre 2021
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