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di Silvia Stucchi
Numero 788 · ottobre 2026 · Quaderno: Agatha Christie. Una vita in giallo

Quando morì, il 12 gennaio 1976, Agatha Christie era la scrittrice di gialli indubbiamente più famosa e più letta al mondo. È ancora oggi imbattuta: ha venduto oltre due miliardi di copie; i suoi sessantasei romanzi gialli, le quattordici raccolte di racconti e le opere teatrali, senza contare i sei romanzi pubblicati con lo pseudonimo di Mary Westmacott, fanno di lei una delle autrici più versatili della storia della letteratura, capace di esplorare generi e registri fra i più diversi.
Agatha nacque a Torquay il 15 settembre 1890, al crepuscolo dell’età vittoriana, terza figlia, dopo Margaret e Louis, di Frederick, un ricco agente di cambio statunitense, mentre la madre, Clara, era britannica. Il suo nome completo era Agatha Mary Clarissa Miller. Prima di dedicarsi alla scrittura, come molte bambine del suo ceto e della sua epoca, ebbe un’accurata educazione, esclusivamente domestica: non andò mai a scuola. Il padre morì nel 1901 e le condizioni economiche della famiglia presto si aggravarono. Agatha, inizialmente, aveva accarezzato il sogno di fare della musica la sua professione, ma allo scoppio della Grande Guerra, come molte ragazze, divenne infermiera. A questo periodo risalgono due avvenimenti che segneranno indelebilmente la sua vita: la stesura del suo primo libro, Poirot a Styles Court (The Mysterious Affair at Styles), pubblicato nel 1920 e in cui compare per la prima volta l’ispettore Poirot, e l’unione con Archibald Christie, ufficiale di aviazione: un classico “matrimonio di guerra”, da cui nascerà l’unica figlia di Agatha, Rosalind.
Nel dopoguerra, la fama di Agatha crebbe via via: nel 1922 pubblicò il suo secondo romanzo, Avversario segreto (The Secret Adversary), nel quale i protagonisti sono la coppia Tommy e Tuppence, mentre nel terzo romanzo, Aiuto, Poirot! (The Murder on the Links, 1923), torna in scena Hercule Poirot, il personaggio maggiormente ricorrente nella produzione di Agatha. Nel frattempo, Archibald, detto Archie, aveva lasciato l’aeronautica per il settore finanziario, con uno stipendio ancora relativamente basso. Ma dopo che Archibald fu assunto per la promozione dell’Esposizione mondiale dell’Impero britannico nel 1922, la coppia intraprese, senza la figlia Rosalind lasciata con la nonna e la zia materne, un lungo viaggio di quasi un anno, che li portò in Sudafrica, Australia, Nuova Zelanda e Hawaii. Questo fu il primo di una lunga serie di viaggi esotici che segneranno, negli anni, la vita di Agatha Christie. In Sudafrica, i Christie impararono a fare surf, e furono tra i primi inglesi a praticare questo sport in piedi.
Studi cattolici · n. 788 · ottobre 2026
Edizioni Ares · Milano
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